Cambiamenti a Siracusa, ecco le 10 idee per la rivoluzione liberale in Sicilia

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In Sicilia dobbiamo voltare pagina, uscendo dalla logica dell’assistenzialismo e inaugurando una nuova stagione liberale.

Dobbiamo capovolgere la mentalità che in questi ultimi decenni ha ridotto la nostra regione allo stato in cui è oggi, rovesciando vecchie abitudini e partendo dal presupposto che aiutare gli imprenditori onesti a investire in questo territorio è un obbligo morale, prima ancora che una scelta di buon senso. È il miglior modo per creare lavoro vero.

Per questo ieri il pensatoio Cambiamenti si è riunito a Siracusa, insieme al ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti. E’ stata la prima tappa del nostro pensatoio itinerante che, dopo l’avvio di Palermo, adesso toccherà le altre province affrontando di volta in volta un tema diverso. Ieri abbiamo parlato per quasi quattro ore di economia, lavoro, impresa, start up, terzo settore, agroalimentare, pubblica amministrazione. Insomma, del modo concreto con cui voltare pagina. E per farlo non abbiamo riunito i politici ma imprenditori, lavoratori, docenti universitari, dirigenti pubblici, rappresentanti del mondo sindacale e datoriale: in poche parole le siciliane e i siciliani che giorno dopo giorno creano, inventano e lottano per mantenere aperte le proprie aziende, che hanno un contributo da offrire in termini di idee.
Dai sei panel sono venute fuori tante proposte, tutte interessanti, che sono state presentate al ministro De Vincenti e che adesso toccherà a noi rendere concrete e realizzabili. Di queste, dieci sono quelle di maggiore impatto e che pensiamo possano essere decisive per la Sicilia:

1. Individuazione di territori omogenei dove poter definire delle “aree libere dalle tasse” (ALT);

2. Fondo di garanzia per l’emissione di mini-bond a sostegno degli investimenti produttivi;

3. Fondo di garanzia per l’emissione di mini-bond per il finanziamento del capitale circolante d’impresa;

4. Sostegno a iniziative di imprese non bancabili ma ad alto potenziale innovativo;

5. Fondo per i processi di “brain power”;

6. Unità tecniche per la finanza di progetto e il partenariato pubblico-privato (PPP) a supporto degli enti locali con il coinvolgimento di vari stakeholder;

7. Piano nazionale per bonus in edilizia con anticipazione finanziarie alle imprese;

8. Maggiore responsabilità ai territori (aree vaste) per la programmazione integrata della spesa di fondi comunitari;

9. Creazione di un coordinamento tra istituti quali CRIAS, IRCAC, IRFIS;

10. Pon governance per politiche innovative e fondi nazionali e comunitari delle Pubbliche Amministrazioni.

La proposta che abbiamo maggiormente approfondito è quella della creazione di aree libere dalle tasse, ossia territori omogenei in cui applicare una totale defiscalizzazione per le aziende esistenti e quelle di nuova creazione, invogliando così anche i grandi player internazionali. Una misura che richiede l’impegno dell’Italia in sede europea: è arrivato il momento che le istituzioni comunitarie rispondano alle esigenze della Sicilia e la presenza del ministro De Vincenti è, in questo senso, un segnale molto incoraggiante.
Con fondi di garanzia ad hoc si potrebbero istituire mini-bond per il sostegno degli investimenti produttivi di piccole e medie aziende e il finanziamento del capitale circolante d’impresa, per le esigenze di liquidità a breve termine. Un altro fondo di garanzia servirebbe a sostenere progetti imprenditoriali di grandi potenzialità ma magari non bancabili perché, per esempio, non ci sono abbastanza garanzie patrimoniali. Per potenziare la formazione, specie dei giovani, servono processi di brain power, cioè investimenti nel capitale umano, mentre per la finanza di progetto e il partenariato pubblico-privato dobbiamo potenziare la Pubblica Amministrazione con unità tecniche a supporto degli enti locali, coinvolgendo i vari stakeholder.

E ancora un piano nazionale per i bonus nel settore dell’edilizia che preveda la possibilità di anticipazioni finanziarie alle famiglie e alle imprese, che darebbe nuovo slancio al comparto al netto del credito d’imposta, più responsabilità decisionale a livello locale per le aree vaste nella programmazione della spesa comunitaria e un coordinamento tra Crias, Ircac e Irfis che dovrebbero rappresentare una peculiarità tutta siciliana a sostegno delle imprese. Infine utilizzare le risorse del Pon governance per aiutare le Pubbliche Amministrazioni a promuovere politiche innovative e a intercettare fondi nazionali e comunitari, dotandole di competenze trasversali e capacità progettuali.

Dieci idee ma di grande impatto
, capaci di rivoluzionare la nostra economia, frutto dell’esperienza e delle capacità di chi quotidianamente si trova a dover fare i conti con i problemi della nostra regione. Un patrimonio messo a disposizione di tutti e che deve costituire la base di un grande dibattito pubblico. I litigi, le beghe di partito, le infinite discussioni rischiano di farci dimenticare qual è il vero compito della politica: affrontare e risolvere i problemi dei cittadini, migliorare le loro condizioni di vita, gettare le basi per un futuro sereno.

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