Difendiamo le nostre produzioni agricole di qualità riaprendo il confronto in Europa per la piena applicazione dei trattati euromediterranei

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Salvaguardare le nostre produzioni siciliane di qualità attivando l’articolo 7 del patto Euromediterraneo che prevede misure compensative per i Paesi danneggiati dagli accordi di commercializzazione con Marocco, Tunisia e così via.

E’ quello che ci è stato chiesto ieri a Ragusa dove abbiamo riunito per la prima volta tutti gli attori del settore dal Ministero dell’Agricoltura a quello della Salute, dalle agenzie di controllo sul settore alle associazione sindacali e datoriali del comparto agricolo fino ai produttori.
Gli accordi euro mediterranei hanno permesso l’invasione dell’Europa da parte di prodotti provenienti dal Marocco, dalla Tunisia e da altri paesi della piattaforma continentale africana. Si è partiti dalle arance ma poi si è passati al pomodoro da mensa, ai legumi e ora si sta passando anche alla vite. Tutti prodotti che hanno la medesima tipicizzazione e calendarizzazione rispetto ai prodotti agricoli siciliani ovvero stese caratteristiche e stessi periodi di maturazione. Gli accordi ormai ci sono e non si può pensare di disdettarli. Occorre, dunque, la piena applicazione dei trattati a partire da quell’articolo 7 che prevede misure di salvaguardia per i prodotti dei Paesi danneggiati da questi accordi
I prodotti siciliani rientrano esattamente in quanto previsto dal trattato per attivare la salvaguardia. Apriremo un confronto nelle sedi comunitarie proprio per mettere in campo misure di salvaguardia, aiuti alle aziende e movimentazione e commercializzazione del prodotto siciliano di qualità. Queste misure potranno anche determinare una serie di deroghe nel sistema di aiuti alle imprese agricole siciliane”.
La trasformazione dell’aeroporto di Comiso in un hub dei cargo, poi, così da semplificare le spedizioni dei prodotti dell’area verso ogni destinazione sarà un’altra sfida dei prossimi mesi. Una attività che deve affiancarsi al raddoppio dell’autostrada Ragusa – Catania al cui iter è stata impressa una forte accelerazione proprio la scorsa settimana

Ma non trascureremo neanche il settore zootecnico. Dopo aver affrontato e risolto l’annoso problema della movimentazione degli animali dentro la Regione grazie al decreto che considera la lingua blu (malattia dei bovini) come endemica della Sicilia e dunque toglie tutti i vincoli di commercializzazione degli animali dentro la regione, bisogna impegnarsi sul fronte del contrasto alla brucellosi.

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