Italia

Con orgoglio, tutti in campo!

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Carissime e carissimi,

ci siamo. Siamo tutti in campo e nessuno può stare in panchina o, peggio, fare lo spettatore, guardarsi la partita dalle tribune. Il 4 marzo in gioco c’è il futuro dell’Italia, che è molto più importante delle beghe, dei rancori, delle divisioni, dei tatticismi. Dobbiamo imporre la speranza alla paura, battere i populismi e gli estremismi. Questa partita, però, la vinceremo se sapremo essere una vera squadra, se ciascuno di noi si sentirà parte di un progetto più grande, attore protagonista del futuro.

Ho scelto di continuare ad impegnarmi insieme a tanti altri. Sarò candidato al Senato, nel collegio plurinominale “Sicilia 1” che comprende le province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Enna e Trapani. Così come me in tanti hanno accettato la sfida, ma non basta. La sfida dovrà essere di tutti.

In questi anni abbiamo contribuito a migliorare l’Italia. Non dimentichiamoci mai da dove venivamo: un Paese in ginocchio, lo spread che schizzava, l’economia giù, il deficit alle stelle, l’Europa che ci considerava ad un passo dalla Grecia.

Ci siamo sbracciati e con coraggio abbiamo, giorno dopo giorno, passo dopo passo, invertito la tendenza. I dati di oggi sono più confortanti, dobbiamo fare di più, ma siamo di nuovo in piedi. L’Italia è oggi più competitiva ed è più giusta.

Siamo stati il governo del lavoro vero: abbiamo creato, con il Jobs Act, oltre un milione di posti di lavoro. Siamo stati il governo delle stabilizzazioni: i precari delle pubbliche amministrazioni, della sanità, abbiamo assunto 132.214 insegnanti. Siamo stati il governo delle risorse al Sud: il Patto per il Sud e i Patti di Palermo, Catania e Messina. Siamo stati il governo delle infrastrutture: abbiamo investito ingenti risorsi per l’alta velocità ferroviaria in Sicilia e la cura delle strade. Siamo stati il governo che, nella storia, ha investito di più sull’edilizia scolastica: 10,5 miliardi per un totale di 11.500 interventi strutturali. E sulla scuola abbiamo introdotto l’alternanza scuola lavoro.

Siamo stati il governo dei diritti: la legge sull’autismo, sul “dopo di noi”, sul biotestamento, sulle unioni civili, contro il caporalato e le dimissioni in bianco, contro il femminicidio e la tortura. Su questi temi, lo sapete già, ci siamo spesi tantissimo e queste battaglie vinte le porterò sempre con me perché rappresentano il senso vero del mio impegno, sin da quando ho mosso i primi passi in politica.

Tanto ancora dovremo lavorare per migliorare il Paese e nei prossimi giorni vi illustreremo le nuove sfide.

Sono cresciuto nel quartiere Cruillas-Cep, una borgata della periferia di Palermo; la mia scuola elementare è stato il “Vitale”, in piazza Lampada della Fraternità; ho iniziato a fare politica nel quartiere Borgo Nuovo e poi San Lorenzo, allo Zen, quando dallo Zen la politica scappava e attorno a quel quartiere si issavano muri.

Mentre le polemiche sulla composizione delle liste riempivano le colonne dei giornali, riflettevo sul fatto che questa formazione mi abbia aiutato a vivere con disincanto tutto ciò che è distante mille miglia dai sogni e dai bisogni della gente. Sono stato esponente di due straordinari governi del Paese, Renzi prima e Gentiloni poi e ho fatto parte della prima squadra Pd con Renzi segretario, ma non voglio smarrire la semplicità e la concretezza di chi è cresciuto sbattendo il pallone sulle saracinesche dei garage di periferia e di chi ha girato casa per casa.

Per questo non interromperemo il nostro viaggio “Casa per casa“. L’ho scritto qui. Un tour che ci ha consentito di ascoltare, conoscere e capire e riscoprire la bellezza dell’incontro e del confronto. Continueremo a percorrere chilometri, continueremo ad ascoltare i cittadini e chiederemo alle tante energie invisibili che incontreremo di impegnarsi con noi.

Il nostro viaggio lo potrete leggere qui o sui nostri Social Network. Potete contattarci al numero 335 5416614 per organizzare incontri e venirci a trovare nella sede di Cambiamenti, in via Libertà 64/A. Seguiteci, ma soprattutto impegnatevi con noi.

Ciao,

Davide

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