All’incontro con Bersani non ci sarò
Questo non è il mio Pd
Se vinco io, a Palermo cambia tutto

Oggi Bersani è a Palermo, per una manifestazione al Teatro Zappalà. Io, non ci sarò. Una scelta sofferta ma obbligata: questo non è il mio Pd, né quello di tantissimi simpatizzanti e militanti che sono stanchi di assistere a regolamenti di conti interni, a delle Primarie che invece di essere una festa di democrazia e di confronto si trasformano in una lotta tra burocrazie romane e regionali, dentro assessorati siciliani che diventano call-center a sostegno di Tizio e segreterie nazionali che diventano bancomat a sostegno di Caio. E con candidati che poi dicono di appartenere della società civile mentre cortei di auto blu affollano le loro iniziative. Questa è la politica che non mi piace. Questa è la politica che voglio cambiare.

Oggi, davanti al Teatro, verrà volantinata una mia lettera indirizzata proprio al Segretario del Partito Democratico:

"Caro Bersani,

non parteciperò alla manifestazione di questo pomeriggio perché, in questa partita palermitana delle Primarie, ti sei tolto la maglia di arbitro per fare il dodicesimo uomo in campo.
Non parteciperò perché il Pd per la paura di perdere sta perdendo la faccia.
Non parteciperò perché le regole non si stravolgono durante una partita in corso con norme “ad personam” che danneggiano gli altri giocatori.
Non parteciperò perché non ho sentito una tua parola rispetto alle denunce, provate, che ho sollevato in queste settimane. A partire dall’utilizzo del finanziamento pubblico per pagare i manifesti di un candidato, mentre a Palermo non c’è neppure una locandina che annunci le Primarie di domenica prossima.
Non parteciperò perché oggi non arriva il segretario di tutti, ma il principale sponsor di un un altro candidato.
Non parteciperò perché gli equilibri nazionali e regionali di un partito o di una coalizione non
c’entrano nulla con le Primarie. Sono Primarie di Palermo e non Primarie per la leadership nazionale e regionale.
Non parteciperò perché è anche tua la responsabilità se a Palermo le correnti di partito stanno soffocando il vento di cambiamento. Tra chi è interessato solo all'alleanza con Lombardo e chi riproduce uno schema di alleanze deciso a Roma, chi ci rimette è la nostra città.
Oggi non parteciperò perché penso sia più utile continuare a parlare di Palermo, dei suoi problemi e delle sue enormi potenzialità. Ascolterò le istanze dei palermitani e illustrerò loro le mie idee per far rinascere la città. Continuerò questa battaglia collettiva per imporre una nuova politica, condizione necessaria per cambiare davvero questa città.
Caro segretario, se vinciamo noi una cosa è sicura: quelli che hanno ridotto così Palermo vanno a casa per sempre. Perché non basta vincere le primarie, poi bisogna vincere anche le elezioni. E fare piazza pulita di tante realtà della politica che ci hanno stancato.
Se vinciamo noi si volta pagina sul serio. E noi proveremo a vincere per Palermo, ma anche perché il Pd torni a essere la casa di tutti, non solo dei dirigenti romani.
Certo, è una sfida difficile, ma non abbiamo paura perché siamo liberi. Sappiamo di non avere sostenitori dentro le stanze del partito, ma siamo con tutti quando giriamo per le strade della nostra città.
Alla fine, siamo convinti, il cambiamento prevarrà. Perché è la passione che fa la differenza, e non i trucchi e le furbizie.

Cordialmente,

Davide Faraone"




 


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