Non mi pento delle accuse contro la gestione di Pedicone. Rifarei ogni cosa

"Non mi pento delle accuse contro la gestione di Pedicone. Rifarei ogni cosa"

Dal 2006 Davide Faraone, allora consigliere comunale e segretario cittadino dei Ds, cominciò e portò avanti una battaglia contro la cattiva gestione e le irregolarità nella gestione delle multe da parte dei vigili urbani e dell’allora capo Maurizio Pedicone.

Battaglia che diventò anche un’inchiesta del quotidiano La Repubblica, come si può leggere nelle seguenti notizie:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/11/04/multe-inflitte-mai-riscosse-guerra-di-cifre.html?ref=search

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/11/08/anche-un-furto-per-fermare-le-multe.html?ref=search

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/01/06/la-polemica.pa_033la.html?ref=search

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/09/14/il-flop-delle-multe-sbagliate.html?ref=search

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/01/20/vigili-mila-multe-mai-pagate-via-libera.html?ref=search

 

Oggi la notizia della richiesta di rinvio a giudizio a seguito della denuncia per diffamazione presentata dall’allora capo dei vigili urbani Maurizio Pedicone.

E’ davvero diffamazione denunciare, dopo aver fatto verifiche approfondite, irregolarità e gestione approssimativa da parte di dirigenti che dovrebbero mantenere l’ordine e favorire una buona amministrazione della città?

Sono certo che quanto dichiarato e verificato allora corrisponda ad assoluta verità. In ogni caso, essere rinviato a giudizio per aver difeso gli interessi dei cittadini e del comune che allora rappresentavo in quanto consigliere comunale e segretario cittadino quasi mi inorgoglisce”.

Queste le parole di Davide Faraone dopo aver appreso della richiesta di rinvio a giudizio.

Dalla mia attività di consigliere comunale, dal sopralluogo fatto alla caserma dei vigili svolti, emersero irregolarità e disservizi che arrecarono al comune di Palermo danni enormi. Fascicoli spariti, multe mai riscosse, agevolazioni ad assessori e politici, una gestione disordinata e inefficiente dei ricorsi, tutto questo si trasformò – continua il deputato - in spese pesantissime per il comune di Palermo. Non mi pento di aver condotto quella battaglia e se tornassi indietro lo farei di nuovo”.

Davide Faraone chiude così la questione: “I cittadini sanno chi sono io e oggi sanno chi è l’allora capo dei vigili Maurizio Pedicone, di recente sorpreso “a giocare alla guerra” con armi vere in un spazio pubblico nelle campagne di Portella della Ginestra.

Io dovrò rispondere di diffamazione, se così verrà giudicata, lui di ben altro”.




 


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