Sicilia e-Servizi: "Continuano le pagliacciate di Lombardo"

“Una vera e propria pagliacciata”. Questa la reazione di Davide Faraone, candidato del Pd all’assemblea regionale,  alla notizia di un presunto riavvio di Sicilia e-Servizi, azienda partecipata della Regione.
“Lombardo continua a muovere i fili e a far promesse per conto terzi, continua a utilizzare i suoi uomini promuovendo vecchi metodi e puntando sullo scambio clientelare senza nessuna vergogna.
I cittadini devono sapere che non ci saranno nuove assunzioni, che si tratta solo di sterili promesse da campagna elettorale – continua Faraone – devono sapere che non si tratta del rilancio di un’azienda, non c’è nessun grande
piano industriale sotteso a questa operazione”.
Sicilia e-servizi, di cui la Regione detiene il 51%, era stata messa in liquidazione con una spada di Damocle di 70 milioni sulla testa, ovvero il contenzioso venutosi a creare nei confronti dei soci privati. All’ars si era
istituita addirittura una commissione d’inchiesta per verificare gli investimenti e i progetti “sospetti” commissionati e spesso non portati a termine.
“Che si sappia – avverte il deputato del Pd -  prima di poter fare anche una sola assunzione si dovrà saldare il contenzioso e si dovranno collaudare tutti i progetti. Mi domando, 70 milioni di euro, in un momento delicato come quello che sta attraversando il nostro paese, dove li troveranno? Perché prima la società viene abbandonata e messa in liquidazione e a meno di 2 settimane dal voto viene rilanciata come per magia? Le risposte sono scontate e purtroppo non lasciano troppo spazio alla riflessione.
E l’accesso a questi nuovi, millantati, posti di lavoro come verrà gestito?
Solo una cosa è certa - conclude Davide Faraone -  non c'è da aspettarsi un trasparente concorso pubblico".




 


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