L'unico rimpasto che ci auguriamo è quello delle idee

Amiche e amici,

fervono i preparativi, si accennano le grandi manovre, ci prepariamo al congresso regionale e ovunque sentiamo parlare di rimpasto. Rimpasto, rimpasto, rimpasto. L’unico rimpasto che noi dobbiamo augurarci è un rimpasto di idee e di programma nella politica regionale. Quello che dobbiamo proporci come partito i Sicilia è di imprimere quella svolta politica, ma anche culturale che i siciliani si aspettano da noi. Fino ad oggi niente rivoluzione, solo tanta continuità con un passato che non ci piace. O si cambia o in Sicilia meglio tornare al voto, questo galleggiamento non serve a nessuno.

E allora, a quanti mi chiedono: si fa il rimpasto? Chi è il candidato segretario? Chi diventa assessore? Ecco, a tutte queste domande io vorrei rispondere con voi con una voce sola: il nostro candidato, il nostro assessore, sono le nostre proposte per imprimere una svolta alla politica siciliana, un’accelerazione necessaria all’agenda di governo.

Ecco perché abbiamo deciso di lanciare una sfida: una sorta di crono programma, di “lista della spesa” delle cose da farsi subito e delle cose che dovrebbero farsi in un tempo un po’ più lungo, 4 anni non di più. VI sottoponiamo le nostre intenzioni. Voi potete leggerle, commentarle, integrarle. Ma con una premessa: la politica cambia, cambia davvero. E si muove per fare le cose e per farle per bene e per tutti. Non per alcuni.

E vi diamo alcune regole: proposte a costo zero o proposte finanziabili con i fondi europei. Cosa trovate nel crono programma? Intanto due principi ferrei.

MAI PIU’ FONDI EUROPEI NON SPESI o spesi tanto per.... Nella nostra lista della spesa trovate dieci temi. Dieci punti che ridisegnano l’orizzonte sociale e collettivo con un piano concreto di azioni. Per ciascun punto indichiamo il tempo di realizzazione. Alcune azioni sono a costo zero. Altre azioni, prevedono  opere strutturali che verranno realizzate mettendo a frutto tutti i fondi strutturali 2014-2020 fino all’ultimo euro. E’ vergognoso quello che è accaduto negli scorsi anni: fiumi di denaro asciugati sotto il sole e sprecati in emergenze continue. La nostra scommessa inquadrare ogni spesa in una programmazione allo sviluppo e alla produzione e non all’assistenza.
E’ l’ultima occasione, non la perderemo.

MAI PIU’ PRECARI IMPRODUTTIVI: dalla finzione del  lavoro alla questione del lavoro.
Nei dieci punti troverete molte riorganizzazioni di comparti amministrativi e rivisitazioni dei servizi offerti ai siciliani. Per far questo avremo bisogno di tutte le risorse umane attualmente in forza nelle amministrazioni pubbliche: comunali, regionali e statali. Ci dobbiamo mettere in testa che è necessario riorganizzare e redistribuire tutti i lavoratori pubblici precari e non precari assegnando a ciascuno una funzione precisa.
Mai più musei chiusi, uffici  bloccati, rifiuti non raccolti, aree verdi urbane non curate, etc..etc..tutti i precari: gesip, forestali, amia, pip, lsu, dipendenti della formazione..tutti i precari, nessuno escluso avrà il suo compito produttivo al quale verrà assegnato in base a necessità e competenze. Dobbiamo stringere un patto con tutti i siciliani: la Sicilia va ricostruita per tutti e da tutti. Lavorando. Vogliamo garantire il lavoro non la finzione del lavoro. CHI CI STA CI STA, CHI NON CI STA a casa. Possibile che i comuni siciliani chiedano sempre deroghe al patto di stabilità per stabilizzare i precari e altri comuni, i più virtuosi d'Italia, per realizzare opere pubbliche al servizio dei cittadini?

Noi dobbiamo riconvertire l'economia di questa regione. Basta con una regione burocratica e assistita. Ora, con la sinergia pubblico/privato,  vanno sfruttate le potenzialità per  creare ricchezza e lavoro.
Negli anni passati, le vecchie classi dirigenti, ci hanno sono negato il mare, rendendolo inaccessibile e inquinato. La costa, cementificando. I musei, chiudendoli. Ci negavamo ricchezza e produttività autonoma e chiedevamo allo stato centrale di trasferirci risorse, diventando schiavi e assistiti. Ora basta!

Tutto il resto è conseguente. Leggerete i punti, alcune cose che vorreste per la nostra terra le troverete, altre le integrerete, altre ancora le riscriverete. Ma la logica sia quella di una svolta concreta e di un progetto ampio, strutturale, che inizi subito ma che ridisegni un orizzonte ampio, non i naviga menti a vista. Proposte concrete e fattibili: con un tempo di realizzazione, con risorse individuate e anche con una cabina di responsabilità da individuare per ogni azione.
Questa è la nostra  proposta.

Pensiamo a una Sicilia centro del Mediterraneo, una Sicilia che guida il Mediterraneo a partire dai suoi tesori: la cultura, la natura, il cibo e il suo capitale umano.

Per far questo serve una rivoluzione antropologica che ci faccia passare dalla regola dell’assistenzialismo a quella del prodigarsi. E dobbiamo volerlo tutti perché è difficilissimo decidere di rinnegare le logiche assistenziali che hanno caratterizzato non solo la politica, ma anche la vita dei siciliani dal dopo guerra ad oggi.
La politica non deve essere più la cappa, ma semplicemente la guida, lo scheletro che stabilisce alcune regole chiare che aiutino lo sviluppo.

Le dieci linee di azione permettono di liberare nuovi posti di lavoro in più ambiti, ed è questo la vera preoccupazione di tutti noi, creare lavoro, ma che sia lavoro produttivo, in questi ambiti:

1. LA SICILIA CAMBIA VERSO. UNA NUOVA GEOGRAFIA POLITICA.

2. MENO COSTI POLITICA. IN SICILIA LA POLITICA DEVE COSTARE MENO.

3. MENO BUROCRAZIA UNA REGIONE TRASPARENTE E ACCESSIBILE CON UN CLIC.

4. CON LA CULTURA SI MANGIA. IL NOSTRO CAPITALE E’ IL PATRIMONIO.

5. IL LAVORO CHE C’E’.  JOBS ACT SICILIA
ACTION FOR GREEN JOBS.

6. CAPITALE UMANO, FORMAZIONE E INNOVAZIONE.

7. LA SFIDA DEL WELFARE PERFETTO. DIRITTI, GARANZIE E SERVIZI PUBBLICI.

8. MOBILITA’ E CITTA’ DA VIVERE.

9. IL MARE E LA TERRA.

10. FISCALITA’.

Insomma un’isola diversa. Un’isola bella, in cui si mangia bene, c’è il mare… ma in cui si vive bene e si lavora meglio.
Mai più intralci burocratici, mai più musei chiusi, mai più siti archeologici abbandonati, mai più assenza di promozione, supporto.
Non è possibile avere il 22% del patrimonio artistico italiano e attrarre meno turisti delle Baleari.
E nemmeno è possibile avere sempre scuole cadenti, bidelli in sciopero, pratiche bloccate negli uffici regionali e folle di precari di turno davanti ai palazzi del potere.

E’ venuto il momento di mutare passo, di passare dalle logiche immobili del Potere a quelle sempre in mutamento del potere di fare. E per sventare i “nimici ra cuntintizza” che potrebbero rintracciare in quanto ho scritto “solo slogan” alleghiamo il crono programma delle cose che faremo. Leggetele, parliamone. Le porteremo in giro, le discuteremo nel PD..ma..se vi piaceranno, se ci crederete, le faremo insieme col PD.

Dunque fatemi ancora la domanda su chi sarà il candidato assessore, segretario, consigliere, etc..etc.. La risposta è: colui o colei che si farà testimone delle cose che faremo.

Cose concrete: quello che alleghiamo è un sommario, con le prime azioni concrete, formulato con tanti contributi e coordinato da Mila, ma dovete farlo vostro, potete commentarlo e integrarlo e potete scriverci su siciliapiu@davidefaraone.it

Nella prossima settimana lo arricchiremo con le osservazioni ricevute. Nessuno si senta escluso: è un documento aperto, politico, che diventerà un vero e proprio documento tecnico.
L'obiettivo è cambiare la Sicilia subito, rendendo semplice il sistema ed efficaci le organizzazioni e i territori, incentivando la voglia di fare e rendendo la Sicilia terra di ricchezza. E allora basta ideologia e mettiamoci sotto

Su questi spunti, nei prossimi giorni, ci apriremo alla discussione dopo averli discussi tra noi. Con tutti. Ma con l'idea di fare. Certo ci saranno polemiche, resistenze. Ma pensiamo che un provvedimento del genere arricchito dalle singole azioni concrete e dalla certezza dei tempi della pubblica amministrazione possa dare una spinta alla politica siciliana. Scommettiamo su di noi.

Sulle spese pazze soltanto due parole, aspettiamo serenamente che si chiudano le indagini della magistratura, sapremo chi erano i pazzi e chi no. Massima fiducia, se qualcuno ha rubato è giusto che paghi. La cattiveria degli sciacalli è pari alla cattiveria dei mafiosi, noi siamo diversi da loro.

Un Saluto
Davide




 


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