Assemblea Pd e congresso, si prepara la "normalizzazione"?

"Abbiamo portato in Parlamento, con le primarie, alcune persone che in questi giorni hanno dimostrato di non avere consapevolezza del proprio compito, in un momento in cui va rilanciato il ruolo del Parlamento”.
Ecco, queste affermazioni del presidente del partito Rosi Bindi, unite alla volontà espressa da qualche dirigente del Pd, di abolire le primarie per la selezione del segretario del Pd, già dal prossimo congresso, mi fanno sospettare l'inizio di una seria campagna di "normalizzazione" . L'intervista di Massimo D'Alema sul Corriere della sera, la sua determinazione nell'indicare le tappe, sa tanto di "ragazzi, non sentite la campanella? La ricreazione è finita!". Tutto parte da una premessa, il caos di questi mesi nel Pd e in parlamento è da addebitare alle reclute, alla mancanza di uomini d'ordine in parlamento. Alle primarie, che secondo la tesi dei "normalizzatori", non sono uno strumento democratico di selezione della classe dirigente, ma un bussolotto, da cui può venir fuori qualsiasi cosa. Io e tanti altri giovani parlamentari "figli" delle primarie non abbiamo votato Marini. lo abbiamo detto pubblicamente. Credevamo quella candidatura, e il modo come si era arrivati a quel nome, contraddittoria con quanto detto e fatto alcune settimane prima. Si era passati dal governo del cambiamento, dalla Boldrini e Grasso a Marini e al governo con il "giaguaro", senza un'apparente motivazione. La motivazione espressa, anche da autorevoli dirigenti del Pd, era una compensazione "cattolica", alla conquista dei "comunisti" degli scranni più alti di camera e senato. Vero spirito "Ulivista" e "Democratico". Io e altri giovani parlamentari, figli delle primarie, non siamo tra i 101 "traditori" che nel segreto dell'urna hanno impallinato la candidatura di Romano Prodi. Quelli si che hanno tanto "pelo sullo stomaco", quelli magari non sono sorteggiati a caso con la "tombola" delle primarie, ma selezionati in laboratorio e nominati per sottostare agli ordini del capo corrente. 101 persone organizzate e addestrate. Capaci di non parlare nemmeno, come dice Cicchitto, "se sottoposte a torture cinesi". Incredibile come siano passati alcuni giorni da quel terribile giorno e nessuno dei 101 abbia sentito il bisogno di dire quali nobili ragioni lo abbia spinto a quel voto. Poi magari capita che io, oltre ad essere giovane, ad essere stato eletto con le primarie, abbia anche votato Matteo Renzi alle elezioni primarie (l'apoteosi dell'orticaria per la presidente Rosi Bindi). Responsabile anche io per gli ultimi disastri del Pd, ma sicuramente molto meno di quanti hanno sostenuto legittimamente una linea politica, quella che ha vinto le primarie e che ha perso le elezioni. Ora, le stesse persone cercano, con tecniche di autentico "nonnismo", di tornare a galla, azzerando e denigrando le faticose conquiste di rinnovamento che siamo riusciti ad ottenere. Le primarie, il drastico ricambio dei gruppi parlamentari, l'abbassamento dell'età media, la folta presenza di donne. Ora c'è il congresso, l'arma attraverso cui tornare alla "normalità". Lo strumento che serve a rimettere in piedi l'Ancien Régime. Si comincia con l'abolizione delle primarie per l'elezione del segretario e poi passo passo si completa la restaurazione. Si scordino che staremo zitti e che lasceremo fare.




 


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