Il segretario del Pd eletto solo dagli iscritti? Franceschini nel 2009 non la pensava così.

“Non alziamo barriere. Gli elettori del Pd non sono estranei, sono parte di noi”. E’ Matteo Renzi che parla? No, ma Dario Franceschini nel 2009. Sembra incredibile ma Dario ha cambiato radicalmente idea dopo quattro anni. Adesso da ministro delle “larghe intese” (e lunghi rinvii) sposa in pieno il progetto di Epifani (o Bersani? o Letta?) di chiudere la platea, far votare solo gli iscritti alle primarie per il segretario nazionale del Pd.

Ma basta leggersi il documento con cui Franceschini lanciava la sua candidatura per le primarie a segretario nazionale del partito, nel 2009, per rendersi conto che è facilissimo cambiare idea e perdere anche la faccia. Tutto in nome del governo con Berlusconi. Nel 2009 voleva primarie aperte, adesso chiuse. Perché ha cambiato idea? Forse governare insieme ad Alfano e Brunetta non fa poi così bene. E forse perché non pensa più ad un Pd di governo, ma ad un Pd che si adatti a questo governo...

Ecco il Dario Franchescini nel 2009: (tratto dal documento)

«Un partito che difende come oro la forza dei propri militanti. Tutte quelle persone che hanno scelto, iscrivendosi al partito, di dedicare una parte della propria vita a un ideale, tenendo aperti i circoli, distribuendo volantini e giornali, animando le feste di partito, appassionandosi per la politica.
Ma un partito che sa anche che nella società di questo secolo esistono altre forme di partecipazione a un progetto politico, meno stabili ma non per questo meno vere e appassionate.
Cambiamo lo statuto dove non funziona. Rivediamo le regole del tesseramento per avere più apertura e più trasparenza insieme.
Mettiamo un po' d'ordine nelle regole ma non rinunciamo alla scelta che abbiamo fatto alla nascita del Pd, di affidare agli iscritti le scelte del partito e l'elezione degli organi territoriali, affiancando a loro gli elettori, da chiamare nei momenti delle grandi scelte, com'è certamente l'elezione di un segretario nazionale.
Non alziamo barriere.
Gli elettori del Pd non sono estranei, sono parte di noi. Sono quelli che arrivano nelle grandi mobilitazioni civili, che ci sostengono nelle campagne elettorali, che riempiono le piazze e i comitati.
Ecco perchè difendo questo equilibrio e perchè penso che le primarie del 25 ottobre saranno un'altra momento importante per noi e per la democrazia italiana».

Incredibile ma vero.

 

 

 

(Immagine: http://cdn.tuttosport.com//images/ansa/cb/3c12ffe5f0dbb019014dac53ceda8dcb_immagine_ts673_400.jpg)




 


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