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Davide Faraone è nato a Palermo il 19 luglio del 1975. È papà di Sara che ha 11 anni. Dal 9 dicembre è il responsabile nazionale di Welfare e Scuola del Partito Democratico.

A marzo del 2013 è in lista per la Camera dei deputati (Collegio Sicilia 1). Appena eletto sceglie la Commissione Lavoro, per occuparsi in prima persona dei diritti dei più deboli. Sin da piccolo il papà Rosario, da dirigente della Cgil siciliana, lo portava con sé alle riunioni sindacali ed è vivendo quell’ambiente che è venuto a contatto con i problemi del mondo del lavoro. È anche componente della Commissione Antimafia.
Nel 2012 si candida alle primarie del centrosinistra della città di Palermo. Raccoglie oltre sette mila preferenze senza l’appoggio della dirigenza del partito.

Ma il suo impegno politico inizia nel quartiere Zen, nella periferia di Palermo, negli anni delle stragi di mafia. Si occupa dei problemi della casa, di scuole a rischio e di lotta alla mafia.

È stato segretario cittadino di Palermo e della sezione San Lorenzo e dei Democratici di Sinistra. Attivissimo consigliere comunale a Palazzo della Aquile: nel 2001 è stato eletto con 1550 voti, riconfermato nel 2007 con più di 3000 preferenze, dove si è distinto per le battaglie condotte sulla trasparenza degli atti amministrativi e nelle aziende partecipate, denunciando numerosi scandali che hanno visto coinvolta l’amministrazione attiva e le aziende partecipate. Dal 2009 ha ricoperto l’incarico di capogruppo del Pd al Comune di Palermo, svolgendo, in questa veste, un ruolo determinante nella battaglia condotta e poi vinta in Consiglio comunale contro l’aumento della Tarsu.

Il 13 aprile del 2008, diventa deputato regionale nelle file del Partito Democratico, ottenendo più di 8.000 preferenze nel collegio di Palermo. A Palazzo dei Normanni Davide è tra i più giovani deputati in carica: membro della quarta commissione parlamentare Ambiente e Territorio. Ha portato avanti in prima persona battaglie politiche importanti, tra le quali: la riduzione da 90 a 50 deputati regionali all’Ars, presentando l’unico disegno di l in tal senso; l’abolizione del privilegio riservato al solo personale dell’Amministrazione regionale di andare in pensione grazie a benefici della legge 104 (le cosiddette “baby pensioni) presentando l’unico disegno di legge sulla materia; lo svincolo di ipoteche che gravano sui beni confiscati alla mafia e per l’istituzione del reddito minimo garantito (assegno di disoccupazione) a sostegno e in favore dei soggetti disoccupati, inoccupati o precariamente occupati; l’istituzione, in ogni comune siciliano, della consulta dei cittadini migranti, diventata legge. Porta la sua firma, come deputato all’Assemblea siciliana, la legge regionale che obbliga tutti i consigli comunali siciliani a istituire la consulta degli immigrati.