Il Mes è una necessità, non una opzione.

Rocambolesca capriola di Giorgia Meloni, che cambia idea su tutto tranne che sul MES.

L’Emilia Romagna non può attendere.

Le emergenze ci indicano una sola cosa: vanno affrontate senza tentennamenti, senza strategie politiche e senza guardare al colore dei partiti. Bonaccini dovrebbe già essere stato nominato commissario per l’emergenza.


La piazza non è più quella di una volta.

Elly Schlein  ha partecipato alla manifestazione del M5S a Roma. Le ragioni per cui il M5S è sceso in piazza, dove è arrivata pure la segretaria del Pd, condividendone, dunque, le ragioni, sono riassumibili in: Difesa dei principi previsti dal decreto dignità approvato dal Governo Conte 1, Lega/M5S ( Pd ha votato contro in Parlamento, segretario Zingaretti); No allinvio di armi allUcraina (il Pd ha sempre votato a favore, dal governo Draghi ad oggi, segretari Letta e Schlein); difesa del reddito di cittadinanza introdotto dal governo Conte 1 (il Partito Democratico ha votato contro in Parlamento, segretario Zingaretti); no allabolizione del reato di abuso dufficio (da anni i sindaci del Pd sostenuti da tutti i segretari politici, senza soluzione di continuità, sostengono il contrario); sostegno alle tesi avanzate dagli ambientalisti di Ultima generazione”, con intervento previsto di un rappresentante dal palco della manifestazione, gli stessi presi a pedate dal sindaco Pd, Nardella, quando hanno imbrattato Palazzo Vecchio a Firenze e attaccati dal sindaco Pd, Gualtieri, quando per pulire la fontana di Trevi da un colorante nero, ha dovuto buttare trecentomila litri dacqua; sostegno agli esodati del super bonus 110%( contro la revisione proposta per primo dal Governo Draghi e sostenuta dal Pd, segretario Enrico Letta); assenza totale dalla piattaforma di un punto sullimmigrazione (contro i principi dei decreti sicurezza introdotti dal Governo Conte 1 col voto contrario del Pd a guida Zingaretti e riproposti dal Governo Meloni).

La Schlein ha partecipato ad una manifestazione contro il partito che dirige. Chissà se lo sa.

I brogliacci e la gogna…

Sulla riforma Nordio ne ho scritto per l’Unità, che ringrazio per l’ospitalità.

 

 

 

 

 

 

 

Prendere tempo per perdere tempo.

Prevedere il voto dei fuori sede è una questione di democrazia, perché ogni volta che c’è una competizione gli elettori che non prendono parte elle operazioni di voto sono tanti. Molti di questi non per volontà personale. Chi studia fuori deve essere messo nelle condizioni di votare, l’esercizio di un diritto vincolato ad uno spostamento, che ha anche un costo enorme, è questione non più rimandabile. In Italia ci sono circa 5 milioni di fuori sede, tra questi anche lavoratori o persone che abitano in altri Comuni per motivi di salute e cure mediche.  Votare non è un lusso, è un diritto dovere.

Oblio oncologico, normalizzare si può.

Chi ha avuto un tumore, lo ha superato, deve essere messo nelle condizioni di poter vivere adeguatamente, di accedere ad una polizza o ad un mutuo, cosa che finora appare impossibile. A fine 2023 l’oblio oncologico dovrebbe essere legge dello Stato, è una questione di civiltà.

Guarire dal cancro è una battaglia, condurre una vita intera con discriminanti costanti diventa una non vita. Sono oltre un milione nel nostro Paese le persone guarite, hanno il diritto di guardare avanti.

Il tumore oggi non è più una condanna a morte, c’è un prima e c’è un dopo che molti ex malati hanno la fortuna di raccontare. Lo Stato non può ignorarli. Grazie alla collega Maria Elena Boschi il Parlamento sta portando avanti questa proposta di legge, saremo i primi in tutta l’Europa.